BLU oltre il mare
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Il blu è un colore che non ama farsi riprodurre senza discutere. Sullo schermo sembra sempre sicuro di sé, ma appena incontra la carta cambia idea, prende deviazioni, si sporca, vira. In stampa non "esiste" mai da solo, ma è il risultato di una negoziazione continua tra macchina, inchiostri, profili colore, luce e supporto. La tecnologia che usiamo per le riproduzioni di stampa ( stampanti, macchine fotografiche digitali e/o in pellicola) non si limita a mostrare il mondo, lo interpreta, e nel farlo costruisce immaginari interi. Ci ha insegnato che il mare è fatto di un certo tipo di azzurro, che certi colori sono “giusti” perché facili da riprodurre e che altri sono difficili, costosi, o semplicemente poco pratici.
La quadricromia, con i suoi quattro inchiostri disciplinati, è la stampa più comune ed efficace ma poco ricca di gamme cromatiche. Non ama gli estremi, non sopporta le sfumature troppo delicate né le tinte troppo brillanti. Funziona per compromessi. Per questo alcuni colori diventano normativi, perché si stampano bene, mentre altri restano marginali, affidati a tecniche più lente, più artigianali ed esigenti.
È proprio in questo spazio di resistenza che il pensiero corre alla cianotipia e agli erbari ottocenteschi di Anna Atkins. Il suo Photographs of British Algae non è soltanto uno dei primi libri botanici fotografici della storia creati da una donna, ma anche la prova che il blu può esistere fuori dalla disciplina industriale della riproduzione. Nella cianotipia il colore non viene imposto o riprodotto, ma accade. Questo tipo di stampa è la via di mezzo tra la fotografia e l'incisione fotografica ( possiamo chiamare così la la serigrafia?),
e il blu non è altro che una reazione chimica, un tempo di esposizione, una luce che insiste e lascia la sua impronta stampata sulla carta. Un blu profondo, instabile, mai identico a se stesso, che subisce variazioni di gamma a seconda della carta o al contatto con acqua e l’aria. Un blu che trattiene il gesto e registra il contatto. Ciò che rende questa tecnica particolarmente interessante è la sua capacità di essere al tempo stesso fedele come una fotografia e pittorica, grafica, come un disegno. Per Anna Atkins non si trattava solo di una scelta estetica, ma di un vero e proprio metodo: uno strumento per documentare e archiviare le specie vegetali in modo più rapido e diretto rispetto al disegno realistico.
È da qui che si arriva a Pep Carrió, e al suo di blu e al magnifico progetto di Botánica Azul che vi voglio presentare.
Il blu di Pep Carrió non nasce dalla stessa tecnica, ma condivide quella stessa attitudine. In Botánica Azul il colore non è un semplice veicolo dell’immagine, ma parte integrante della sua struttura. Come nelle cianotipie di Atkins, la serigrafia diventa un mezzo di archiviazione. Ma se Atkins fissava l’ombra reale delle piante, Pep Carrió costruisce un erbario immaginario, ovvero non di ciò che è, ma di ciò che avrebbe potuto essere.
In entrambi i casi, il blu diventa il luogo in cui tecnica, natura e tempo si incontrano.
Pep Carrió nasce nel 1963 ed è una di quelle figure che fanno fatica a stare dentro una definizione sola. Grafico, illustratore, editore di se stesso, collezionista di appunti, disegnatore instancabile di quaderni, Pep lavora da anni in una zona di confine tra progetto e racconto, tra disciplina grafica e deriva poetica. Disegna come se annotasse, e annota come se stesse già pubblicando. I suoi taccuini non sono preparatori: sono opere finite, archivi vivi, luoghi in cui il pensiero prende forma prima ancora di decidere cosa diventerà.

@PepCarriò
Nel suo lavoro il colore non è mai decorativo, e il blu ritorna spesso come una scelta precisa, quasi necessaria. Non un blu generico, ma un blu che ha peso, densità, memoria. Un blu che difficilmente potrebbe esistere altrove se non dove l’inchiostro è davvero controllabile. Per questo Botánica Azul, il lavoro realizzato con Tintaentera, laboratorio serigrafico di Saragozza, sembra trovare nella serigrafia il suo habitat naturale.
Come abbiamo detto, Botánica Azul è un erbario di ciò che non esiste: foglie immaginate, fiori dalle geometrie improbabili, frutti nati direttamente dal segno. Un raccolto di carta e inchiostro, ordinato come un almanacco agricolo, dove le immagini seguono il ritmo della semina, della cura e della raccolta. Il riferimento al calendario repubblicano del 1792 non è una citazione colta fine a se stessa, ma un modo per riportare questo lavoro dentro una tradizione di catalogazione del mondo, quando dare un nome alle cose sembrava il primo passo per comprenderle.

@PepCarriò
Tutto nel lavoro di Pep Carrió racconta meraviglia, anche il modo stesso in cui lavora. O forse soprattutto quello. Perché lavorare per Pep Carrió non significa solo disegnare. Significa trascinare pietre, raccogliere legni di rovine e naufragi, accumulare oggetti abbandonati, rovistare, ritagliare, segare, legare, lucidare, annodare. Disegnare, certo. Ma anche aspettare, osservare, mettere da parte. Scrivere. Pianissimo. Senza mai fermarsi davvero.
Quando l’ho contattato per l’intervista avevo paura mi dicesse di no, oppure che non mi rispondesse affatto. Mentre è stato generoso esattamente come nei suoi disegni.
Io sono felice davvero di riportare le sue parole qui sotto e potervi presentare questo mirabile progetto di Botánica Azul.
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INTERVISTA A PEP CARRIÓ
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Ciao Pep,
Benvenuto a TALEA.
Grazie per essere venuto a passeggio nel bosco con noi.
Pep è madrelingua spagnola, e ho preferito lasciare l'intervista in lingua originale insieme alla traduzione in italiano.
1- Per chi ancora non ti conosce, ti va di raccontarci chi sei e qual è il tuo percorso?Mi trabajo principal es la de diseñador gráfico con un estudio en Madrid enfocado principalmente al ámbito editorial y cultural (pepcarrio.com). Por otro lado y en paralelo siempre he mantenido un proyecto personal, un taller en el que desarrollo diversas técnicas artísticas: collage, dibujo, esculturas. Son las dos caras de la misma moneda, en una cara la búsqueda de buenas soluciones para encargos con cliente y fecha de entrega y en la otra cara un espacio de libertad en el que poder experimentar y donde solo manda la intuición (pepcarrio-lab.com). En realidad taller y estudio son vasos comunicantes.
Il mio lavoro principale è quello di grafico con uno studio a Madrid focalizzato principalmente sull'ambito editoriale e culturale (pepcarrio.com). D'altra parte, e in parallelo, ho sempre portato avanti un progetto personale, un laboratorio in cui sviluppo diverse tecniche artistiche: collage, disegno, sculture. Sono le due facce della stessa medaglia: da un lato la ricerca di buone soluzioni per commissioni con cliente e data di consegna, dall'altro uno spazio di libertà in cui poter sperimentare e dove comanda solo l'intuizione (pepcarrio-lab.com). In realtà, il laboratorio e lo studio sono vasi comunicanti.
2- Il tuo lavoro è ampio e multiforme, a volte ironico, altre profondamente poetico. Ti piace dialogare con gli elementi naturali, trasformarli, stravolgerli e attribuire loro nuovi significati. Come nasce Botánica Azul e che ruolo occupa questo progetto all’interno del tuo percorso artistico rispetto al resto del tuo lavoro?Botánica azul, como otros proyectos íntimos nace sin saber qué desarrollo va a tener. Empiezo siempre desde el desconocimiento de hacia dónde me va a llevar ese camino.
Intento recordar cuando nació, tal vez durante la pandemia, cuando estuvimos confinados en casa y en mi mesa empezaron a surgir dibujos vegetales; un proyecto al que denominé la Línea Infinita y que se puede visitar en mi web. Tal vez la necesidad de tener cerca la naturaleza, en un momento en el que no era posible, fue la semilla de ese proyecto. Más adelante esos dibujos vegetales empezaron a poblar algunos de mis cuadernos y durante el 2024 me planteé que durante todo ese año los dibujos fueran una botánica imaginada. El proceso partía de una silueta negra en la página a la que luego le iba dando textura con un rotulador de punta fina blanco, ese proceso fue muy interesante porque me permitió ver lo infinito que es el mundo vegetal, y disfruté mucho dejando que las imágenes fluyeran.
Botánica Azul, come altri progetti intimi, nasce senza sapere quale sviluppo avrà. Comincio sempre dall'ignoranza di dove mi porterà quel cammino.
Cerco di ricordare quando è nato, forse durante la pandemia, quando eravamo confinati in casa e sul mio tavolo cominciarono a emergere disegni vegetali; un progetto che chiamai La Línea Infinita e che si può visitare sul mio sito. Forse la necessità di avere vicino la natura, in un momento in cui non era possibile, fu il seme di quel progetto.
Più avanti, quei disegni vegetali cominciarono a popolare alcuni dei miei quaderni e durante il 2024 mi proposi che per tutto l'anno i disegni fossero una botanica immaginata. Il processo partiva da una silhouette nera sulla pagina a cui poi davo texture con un pennarello a punta fine bianco; questo processo fu molto interessante perché mi permise di vedere quanto fosse infinito il mondo vegetale, e mi divertii molto a lasciare che le immagini fluissero.

@PepCarriò
3 - Una parte fondamentale del tuo lavoro prende forma all’interno di sketchbook densi e stratificati, che sembrano veri e propri libri d’artista: archivi di idee, immagini e intuizioni. Che ruolo hanno per te nel processo creativo e nello sviluppo dei tuoi progetti?
Los cuadernos son para mí un compañero de viaje, mi trabajo como diseñador gráfico, hace que cada decisión tenga que ser argumentada y siempre dirigida hacia un objetivo concreto: dar el mejor resultado al encargo. Son procesos largos en los que inviertes mucha energía y tiempo, en los que cada decisión tiene un por qué. Los cuadernos en cambio son para mí un espacio de libertad, un laboratorio en el que poder experimentar diferentes técnicas y dejar una huella cada día sin la presión de la presentación y del proyecto para un resultado.
Desde el año 2007 me propuse el dejar una huella diaria en una agenda. Esa propuesta se ha mantenido durante estos años cambiando las técnicas y las reglas, ha sido para mí un espacio donde parar, pensar, experimentar, equivocarme… un laboratorio portátil. Este año estoy planteando un bestiario imaginario, cada mes una especie animal, peces, pájaros, mamíferos… a ver qué pasa.
I quaderni per me sono dei compagni di viaggio. Il mio lavoro come grafico fa sì che ogni decisione debba essere argomentata e sempre diretta verso un obiettivo concreto: dare il miglior risultato alla commissione. Sono processi lunghi in cui investo molta energia e tempo, in cui ogni decisione ha un perché. I quaderni, invece, sono per me uno spazio di libertà, un laboratorio in cui poter sperimentare diverse tecniche e lasciare un'impronta ogni giorno senza la pressione della presentazione e del progetto per un risultato.
Dal 2007 mi sono proposto di lasciare un'impronta giornaliera in un'agenda. Questa proposta si è mantenuta negli anni, cambiando tecniche e regole; è stata per me uno spazio in cui fermarmi, pensare, sperimentare, sbagliare… un laboratorio portatile. Quest'anno sto progettando un bestiario immaginario, ogni mese una specie animale, pesci, uccelli, mammiferi… vediamo cosa succede.

@PepCarriò
4- Botánica Azul è nata all’interno di questi sketchbook?
Si, Botánica azul nace en el 2024, aunque en años anteriores ya habían aparecido imágenes vegetales en otros cuadernos, fue ese año en el que me propuse que el protagonista fuera el mundo botánico, el reto era ver hasta donde se podía llegar a partir de esas formas.
Sì, Botánica Azul è nato nel 2024, sebbene in anni precedenti fossero già apparse immagini vegetali in altri quaderni. Fu in quell’anno che mi proposi di rendere protagonista il mondo botanico; la sfida era vedere fin dove si potesse arrivare a partire da quelle forme.

@PepCarriò
5 - Qual è il significato simbolico del “blu” all’interno di questo universo botanico?
El azul ultramarino tiene su origen en el lapislázuli, una piedra semipreciosa que se
extrae principalmente en Afganistán. Su nombre deriva de ultramarinus, que significa «más allá del mar», lo que refleja sus largas rutas comerciales. Históricamente, era uno de los pigmentos más valiosos, reservado para detalles significativos en el arte. El color se asocia con la profundidad, la permanencia y la intensidad visual. El primer recuerdo que tengo de esa fascinación es la de un amigo en su jardín, pintó las macetas de ese color, creo que tiene una gran personalidad y presencia, preparando una exposición que se llamó Papel vegetal, se me ocurrió el crear una serie de plantas imaginadas utilizando ese color, desde ese momento de alguna manera se convirtió en parte inseparable de esa obra, y después lo he utilizado en la obra gráfica con serigrafías y copias digitales.
L'oltremare ha origine nel lapislazzuli, una pietra semipreziosa estratta principalmente in Afghanistan. Il suo nome deriva da ultramarinus, che significa "al di là del mare", il che riflette le sue lunghe rotte commerciali. Storicamente, era uno dei pigmenti più preziosi, riservato a dettagli significativi nell'arte. Il colore è associato alla profondità, alla permanenza e all'intensità visiva. Il primo ricordo che ho di questa fascinazione è quello di un amico nel suo giardino, che dipinse i vasi di quel colore; credo che abbia una grande personalità e presenza. Preparando una mostra che si chiamava Papel vegetal, mi venne l'idea di creare una serie di piante immaginarie utilizzando quel colore; da quel momento in qualche modo divenne parte inseparabile di quell'opera, e poi l'ho utilizzato nell'opera grafica con serigrafie e stampe digitali.

6 - C’è una pianta o un elemento botanico che senti particolarmente
tuo in Botánica Azul?
Realmente me cuesta asociarme obtener una imagen preferida, me gusta trabajar por series, porque de alguna forma me libera de esa decisión. Creo que esa multiplicidad establece diálogos entre las diferentes imágenes y forma un todo, con lo cual si tuviera que elegir una imagen favorita me costaría bastante decidirme.
In realtà faccio fatica ad associarmi a un’immagine preferita; mi piace lavorare per serie perché, in un certo senso, questo mi libera da quella decisione. Credo che la molteplicità instauri dialoghi tra le diverse immagini e formi un insieme, per cui, se dovessi scegliere un’immagine preferita, mi risulterebbe molto difficile decidere.
7 - Botánica Azul sembra invitare a uno sguardo lento e contemplativo: quanto è importante per te il tempo nel processo creativo?
El tiempo para mí es fundamental, creo que es una técnica más dentro del desarrollo de una obra, cuando te vas a lanzar a un proyecto tienes que decidir cuánto tiempo vas a invertir en él. Botánica azul nace de un cuaderno que desarrollé durante un año, un año durante el que disfruté creando esa colección de plantas imaginarias. De ahí pasó a la edición de 12 serigrafías y al libro Almanaque Botánico, cada etapa ha tenido sus tiempos. Hay proyectos en los que la obra nace en muy poco tiempo y otros en los que decides que vas a invertir muchas horas, para mí eso forma parte del proceso de creación igual que con qué materiales vas a trabajar, qué papel o qué soporte.
Il tempo per me è fondamentale, credo che sia una tecnica in più nello sviluppo di un'opera; quando ti lanci in un progetto devi decidere quanto tempo investirci.
Botánica Azul nasce da un quaderno che ho sviluppato per un anno, un anno in cui ho goduto creando quella collezione di piante immaginarie. Da lì è passato all'edizione
di 12 serigrafie e al libro Almanaque Botánico; ogni fase ha avuto i suoi tempi. Ci sono progetti in cui l'opera nasce in pochissimo tempo e altri in cui decidi di investire molte ore; per me questo fa parte del processo di creazione, così come i materiali con cui lavoro, quale carta o quale supporto scegliere.

@PepCarriò
8 - Che rapporto c’è tra botanica, silenzio e introspezione nel tuo lavoro?
Tal vez ese proceso que no está atado a ningún encargo. El buscar un rato en tu día a día para parar y dejar una huella sin más objetivo que el placer de dibujar. También el desarrollo posterior en el taller de serigrafía con mi amiga Natalia Royo de Tintaentera, a la que mandé todas las imágenes desarrolladas en el cuaderno durante ese año. Entre nosotros hicimos una selección de las que mejor podían funcionar como serie, y la posterior creación de un libro a partir de todo ese material. Todo esto puede tener un símil con lo vegetal, una idea que germina en proyecto que se desarrolla con tiempo y cuidado.
Forse è proprio quel processo, non legato a nessuna commissione: cercare un momento nella quotidianità per fermarsi e lasciare un’impronta, senza altro obiettivo che il piacere di disegnare. Anche lo sviluppo successivo nel laboratorio di serigrafia con la mia amica Natalia Royo di Tintaentera, alla quale ho inviato tutte le immagini nate nel quaderno durante quell’anno. Insieme abbiamo selezionato quelle che potevano funzionare meglio come serie, fino alla successiva creazione di un libro a partire da tutto quel materiale. Tutto questo trova un parallelo nel mondo vegetale: un’idea che germina e diventa progetto, sviluppandosi nel tempo, con cura.
9 - Pensi che l’arte botanica oggi possa essere anche una forma di resistenza o di cura? In che modo?
Todo este proyecto está desarrollado en la intimidad en un cuaderno pequeño, normalmente cuando ha acabado la jornada de trabajo. Es un momento para dejar que la mano libremente vaya dejando una huella del día, en este caso, una huella vegetal.
Creo que el arte como un espacio íntimo, un lugar de refugio y ajeno a lo externo es profundamente sanador. Dando talleres, eres consciente de la necesidad de muchos de nosotros de tener un espacio de creación donde no mande nada más que el placer de hacer.
Tutto questo progetto si sviluppa nell’intimità di un piccolo quaderno, sul quale disegno di solito alla fine della giornata di lavoro. È un momento in cui lascio che la mano tracci liberamente un segno della giornata: in questo caso, un’impronta vegetale.
Credo nell’arte come spazio intimo, un luogo di rifugio, separato dall’esterno e profondamente curativo. Tenendo workshop, diventi consapevole del bisogno che molti di noi hanno di uno spazio di creazione in cui non domini altro se non il piacere del fare.
10 - Le illustrazioni di Botánica Azul raccontano storie silenziose:
che tipo di emozioni o pensieri vorresti suscitare in chi le osserva?
Creo que en estos tiempos tan digitales y en los que estamos sumergidos en todo tipo de pantallas, hay una necesidad de acercarnos a la naturaleza, a lo todo lo manual y a los demás. Eso lo noto mucho cuando doy talleres y veo cómo la gente participa y cómo esos momentos se convierten en importantes, juntarse alrededor de una mesa y dejar que pasen cosas. En el taller de Tintaentera, Botánica ilustrada desarrollamos un Workshop en el que la botánica fue protagonista, fue un proyecto muy bonito, muy interesante del que salieron resultados increíbles.
Credo che in questi tempi così digitali e in cui siamo immersi in ogni tipo di schermo, ci sia il bisogno di avvicinarci alla natura, a tutto ciò che è manuale e agli altri. Lo noto molto quando tengo laboratori e vedo come la gente partecipa e come quei momenti diventano importanti; riunirsi intorno a un tavolo e lasciare che accadano cose. Nel laboratorio di Tintaentera, Botánica ilustrata, abbiamo sviluppato un Workshop in cui la botanica è stata protagonista, è stato un progetto molto bello e molto interessante da cui sono usciti risultati incredibili.

11 - Ho accostato il tuo lavoro agli erbari in cianotipia, una tecnica fotografica in cui la luce incide direttamente l’immagine. Forse anche per questo, e per l’uso dei telai serigrafici anch’essi “segnati” dalla luce, ho percepito un possibile richiamo tra le due tecniche. È un’associazione che senti tua o che ti appartiene in qualche modo?
Me encantan las cianotipia aunque nunca he usado esa técnica, tienen algo de misterioso, cercano a los gabinetes de curiosidades. Realmente es una conexión que se ha establecido a posteriori, no estaba pensado como homenaje a la Cianotipia pero es verdad que de alguna manera existe un vínculo.
Adoro le cianotipie, anche se non ho mai usato questa tecnica; hanno qualcosa di misterioso, vicino ai gabinetti delle curiosità ( Wunderkammern). In realtà è una connessione che si è stabilita a posteriori, non era pensata come omaggio alla Cianotipia, ma è vero che in qualche modo esiste un legame.
12 - Prima di salutarti, vuoi consigliarci una lettura, un artista, uno scrittore o una figura che ispira il tuo immaginario e il tuo processo creativo?
Realmente es muy difícil hacer una recomendación, pues saldría una lista interminable creo que la inspiración está en tantas cosas que nos rodean,… Hay un libro que para mí es un ejemplo de lo que estoy comentando, que la inspiración y el arte puede estar en cosas muy distintas, ese libro se llama El arte y sus lugares editado por Siruela. Este libro reúne los últimos textos del artista catalán Antoni Tàpies sobre arte y ofrece un apasionante recorrido visual a lo largo de más de 300 reproducciones de obras escogidas por el pintor. Estas obras, surgidas en distintas civilizaciones y en diferentes momentos históricos, guardan entre sí un íntimo nexo de unión y sugieren una visión de totalidad estética donde los significados históricos parecen disolverse en un sistema intemporal de correspondencias simbólicas o visuales.
Cierro la entrevista con una frase de Linneo que abre mi Almanaque botánico:
“Quien cultiva su jardín, cultiva su alma”.
Ha sido un placer contestar a tus preguntas. Pep
In realtà è molto difficile dare dei suggerimenti, perché ne uscirebbe una lista infinita; credo che l'ispirazione sia in tante cose che ci circondano... C'è un libro che per me è un esempio di ciò che sto dicendo: ovvero che l'ispirazione e l'arte possono essere in cose molto diverse; questo libro si chiama El arte y sus lugares edito da Siruela. Questo libro riunisce gli ultimi testi dell'artista catalano Antoni Tàpies sull'arte e offre un appassionante percorso visivo attraverso più di 300 riproduzioni di opere scelte dal pittore. Queste opere, sorte in diverse civiltà e in momenti storici differenti, custodiscono tra loro un intimo nesso di unione e suggeriscono una visione di totalità estetica in cui i significati storici sembrano dissolversi in un sistema a-temporale di corrispondenze simboliche o visive.
Chiudo l'intervista con una frase di Linneo che apre il mio Almanaque Botánico:
"Chi coltiva il suo giardino, coltiva la sua anima".
È stato un piacere rispondere alle tue domande.
Pep
Ringrazio di cuore Pep per avermi dedicato questo tempo prezioso, e credo di poter parlare a nome di tutti noi nel dire che non vediamo l’ora di scoprire il suo taccuino con gli animali immaginari.
Se volete approfondire il suo lavoro lo travate su IG
nei suoi due siti qui e qui